don Orione Persone e Popoli Fatti e idee Spiritualità Santi di Famiglia
MESSAGGI di Don Orione: una storia che continua
Autore : GIOVANNI MARCHI
Pubblicato su : MESSAGGI DON ORIONE, n.100, 59-65; n.101, 67-73
I primi 99 Quaderni dei Messaggi di Don Orione: 1969-1999.


MESSAGGI DI DON ORIONE: UNA STORIA CHE CONTINUA


di Giovanni Marchi

Prima parte: 1-50



La pubblicazione dei Messaggi di Don Orione - giunti al 99° quaderno – è iniziata or sono trent'anni, l'8 settembre 1969, con la presentazione, da parte dell'allora Direttore generale Don Giuseppe Zambabieri, del n°1 intitolato Dare conforto al cuore del Papa, con una lettera di Don Orione commentata da Don Ignazio Terzi. “E' il messaggio - affermava Don Zambarbieri - che ogni religioso e amico di Don Orione deve vivere e trasmettere, se vuole interpretare nel miglior modo il pensiero dell'apostolo della carità.”


Il tema del Papa sarà uno dei più frequentemente trattati e basta citare tra i primi titoli: Il Papa si ama in croce e crocifissi con lui, uno scritto inedito di Don Orione, commentato da Don Albino Cesaro, n° 2; Il Papa è il nostro Credo, una lettera di Don Orione ai Confratelli della Polonia, commentata da mons. Bronislao Dabrowski, n° 4; Coscienza o Magistero? un brano di Don Orione, commentato da Don Ferdinando Cavaliere, n° 5; Insieme pregare e patire con Cristo, ai piedi del Papa, n° 8, una lettera di Don Orione, commentata da Don Gaetano Piccinini, scritta nel suo primo viaggio in America del 1921, che ha una fragranza autobiografica tutta particolare, rivolta com'è a un orfano del terremoto della Marsica, e che coinvolge tutto il gruppo di chierici che ha studiato con lui; L'amore al Papa e ai Vescovi è il nostro sacro amore, una lettera di Don Orione ai suoi religiosi, commentata da Don Ignazio Terzin°9


Bisogna subito osservare che, fin dall'inizio, i Messaggi di Don Orione non sono riservati ai soli religiosi ma rivolti alla più vasta famiglia laicale, con cui si tende a condividere lo stesso carisma e che anche nella loro stesura appariranno numerosi laici, come l'avv. Piero Compostella, il prof. Serafino Cavazza (3 volte), il dott. Giuseppe Cebrelli, il prof. Leandro Lisino, il prof. Renato Gatti, l'on. Oscar Luigi Scalfaro, il prof. Arturo Mapelli, il prof. Giovanni Marchi (3 volte), la dott. Claudia Veri, l'argentino Rodolfo Ferreira Sobral.


Don Gino Bressan, nel quaderno n° 3, commentando un brano di Don Orione Cantate Domino Canticum novum, dedicato ai suoi “cari figli della Divina Provvidenza Goggi, Volante e Minardo, Studenti all'Università di Torino” del 1899, brano poi corretto e riproposto in un articolo del 1906, osserva la capacità di “parlar biblico di Don Orione, cioè di esprimersi usando a piene mani frasi bibliche.” E ancora: “La struttura è facilmente discernibile, e segue lo schema delle "visioni" dei profeti, specie quelle dell'Apocalisse.”


L'avv. Piero Compostella, del gruppo milanese Amici di Don Orione, è la prima firma laica che appare, per commentare nel n° 6 Cresciamo nell'amore di Dio e dei fratelli! una lettera del Padre al can. Perduca del dicembre 1921, mettendo a confronto le sue visioni di una nuova era con le parole di Paolo VI che, a distanza di quarantacinque anni, illuminano, ratificano e suggellano quelle di Don Orione.


Lo scritto di Don Orione Servire con amore è commentato da Don Andrea Gemma (n° 7), con considerazioni sulla Piccola Opera e sul suo programma.


Le pagine, che fra Filiberto Guala dedica al brano di Don Orione Sete di anime (n° 10), risultano fra le più intense, da accostare al commento che ne diede De Luca in Una pagina rivelatrice, e da reggerne il confronto.


Don Domenico Sparpaglione illustra La pausa di Don Orione (n° 11), facendo la storia dei lavori del santuario della Madonna della Guardia, rievocando gli episodi della vita che videro insieme i due famosi tortonesi nati nello stesso 1872, brano che si conclude con un inno d'amore e una preghiera: “Foco, dammi foco di amore santo di Dio e dei fratelli!”


Don Luigi Orlandi commenta l'ultima “buona notte” di Don Orione, Addio, cari figliuoli... (n° 12), riferendo com'erano impegnati alcuni sacerdoti, chierici e suore a trascrivere quanto Don Orione diceva in ogni occasione, ma che proprio quella sera non si trovarono pronti, perché non avrebbero mai immaginato che Don Orione in quel periodo di grande stanchezza sarebbe stato presente e avrebbe parlato. Fa poi la cronaca degli ultimi giorni trascorsi a Tortona e a Sanremo e delle frasi che Don Orione disse alle varie persone che incontrò, con il ritornello fisso che si trattava dell'ultima volta.


Don Albino Cesaro commenta il radiomessaggio di Don Orione del 29 agosto 1935, Viva Maria, (n° 13), che tanti erano pronti ad ascoltare nel duomo di Tortona su un apparecchio sintonizzato su l'Eiar, che sospese però la trasmissione dopo pochi minuti. La delusione, commenta, avrebbe potuto essere incalcolabile, se Don Orione non avesse mandato in precedenza il testo del radiomessaggio che fu letto alla folla, con gli altoparlanti che lo diffusero sulla piazza e nelle adiacenze per i numerosi fedeli presenti. Proponendo “La lettera della Fede", n° 14, Don Gino Bressan precisa: “Nella vastissima epistolografia di Don Orione ci sono, si sa, due blocchi di grandi lettere - grandi per ampiezza e per importanza -, che potremmo chiamare le lettere dei due viaggi sudamericani (anni 1921-22; 1934-37), minore il primo (138 pagine della 3a edizione del 1969), più grande il secondo”.


Don Giovanni Venturelli commenta nel quaderno 15° "D'in ginocchio", una lettera di Don Orione scritta all'ing. Paolo Camillo Marengo di Genova, un laico vissuto in dimestichezza filiale con lui nella Casa Madre dell'Opera in Tortona, nel decennio che va dal 1930 al 1940. Don Mario Sersanti commenta la lettera di Don Orione del 27 giugno 1937: Tutto con Maria nulla senza Maria! nel quaderno 16°. in cui il Fondatore riepiloga i punti della dottrina mariana che gli stanno più a cuore, quasi testamento da lasciare ai figli.


Il quaderno 17° a cura di Don Albino Cesaro presenta una lettera di Don Orione su I segni dei tempi, riferendo l'episodio della luce che si accese sopra il capo della Madonna in camera sua in Argentina improvvisamente la notte del 27 ottobre nell'ora in cui Don Garbarino diceva la messa a Tortona all'altare della Madonna del Carmine.


Nel centenario della morte di Manzoni viene riproposta la conferenza di Don Orione tenuta il 22 gennaio 1938 all'Università Cattolica di Milano, La c'è la Provvidenza (quaderno 18°), con note su Don Orione e il Manzoni a cura di Don G. Venturelli.


Uno dei più bei Messaggi è rappresentato dal quaderno 19° a cura di Don Luigi Orlandi, La gioia del bene, in cui si raccontano molti e divertenti episodi della capacità di Don Orione di dare e spandere letizia intorno a sé, alcuni dei quali saranno utilizzati nella sceneggiatura del film. “Qualcosa di Don Orione “da parte di Ermanno Olmi, come ad esempio la rievocazione del cuoco Pasqualone.


Il brano di Don Orione, La Chiesa dovrà trattare con i popoli, è commentato da Don Ignazio Terzi nel quaderno 20°, sottolineando la dimensione sociale del suo carisma di fondazione, com'è precisato nel messaggio alle mondariso: “Un orizzonte nuovo si schiude, una coscienza sociale nuova si sta elaborando”.


Continua la serie dei brani più famosi di Don Orione: Servire negli uomini il figlio dell'uomo, a cura di Fra Pio Mogni (21°), L'inno della carità, a cura di Padre Elio Ferronato (22°), Vedo Gesù che viene con la sua croce..., una lettera a Don Dutto, a cura di Don Sparpaglione (23°), Sperare con fede, a cura di Don Nicolino Sarale (25°). Trasciniamo sulla via del bene le giovani generazioni, una lettera di Don Orione sull'oratorio e la scuola, a cura di Don Valdastico Pattarello (26°), una lettera a mons. Igino Bandi, Instaurare omnia in Christo, a cura di Don Cavaliere (30°).


Non viene meno l'attenzione a celebrare le ricorrenze da parte di Don Venturelli, che pubblica il quaderno 24° dedicato a Don Carlo Sterpi nel centenario della nascita, nel 1974, su due pensieri di Don Orione su di lui: Grazie, Signore! Il Continuatore secondo il mio cuore già me lo avete dato, e il quaderno 27° dedicato al centenario del canonico Perduca, nel 1975, su una lettera di Don Orione allo stesso, Venite con noi: ci santificheremo insieme.


Il prof. Serafino Cavazza commenta una lettera di Don Orione all'on. Antonio Boggiano Pico, Fede grande e grande coraggio! nel quaderno 28° e mons. Raffaele Forni una lettera di Don Orione del 1923, su Gli Ausiliari che lavorano nelle nostre case, nel quaderno 29°, ambedue rivolti a laici non considerati per l'importanza delle funzioni ma come persone, che devono essere sempre oggetto di formazione e di santificazione. Lo stesso mons. Forni presenta L'avvenire e la causa dei poveri, una lettera di Don Orione per la Pasqua del 1936 nel quaderno 31° e il prof. Cavazza ne commenta una lettera al sen. Stefano Cavazzoni nel quaderno 32°, Per il bene della grande Famiglia che va dalle Alpi al Capo Passero.


Don Zambarbieri, che con la silenziosa ed efficace collaborazione di Don Gino Rizzi, è stato il primo artefice dei Messaggi, scrive nel maggio 1976: “Quanti seguono con simpatia questi "Quaderni" non si meraviglieranno se alterniamo commenti a lettere del nostro Fondatore con profili di anime che sono state particolarmente vicine a Don Orione e ci pare costituiscano dei "messaggi viventi", per il bene che possono trasmettere, ancora oggi, con l'esempio della loro vita”, augurandosi che dopo il sen. Boggiano Pico e il sen. Cavazzoni altre figure di laici, incontrate da Don Orione nel suo canmmino, vengano proposte a stimolo dei confratelli, ex allievi e amici e facendo i nomi del prof. Domenico Isola di Genova, del dott. Pasquale Pozzi di Milano, del prof. Luigi Costantini e del prof. Riccardo Moretti di Roma, del dott. Romolo Garona Carbia di Buenos Aires. “Un esempio, oggi soprattutto, degno di essere meditato e imitato dal momento che Don Orione con la sua apertura e la sua fiducia nei laici ha anticipato una formula che il Concilio Vaticano II doveva indicare autorevolmente, esortando a incoraggiare l'apporto dei laici, per l'animazione anche nel campo sociale e politico.” Ancora Don Nicolino Sarale commenta un brano di Don Orione, Petra autem Christus nel quaderno 33° e Don Zambarbieri la lettera al Vescovo Bandi Amore dolcissimo al Santo Padre nel quaderno 34°.


Don Orione educatore è il titolo del quaderno 35°, in cui Mons. Forni commenta la famosa lettera dell'agosto 1920 a Don Pensa; e Don Zambarbieri si sente in dovere di ringraziare il già Nunzio in Uruguay, per la terza volta presente nei Messaggi, e che continua a voler bene, dalla sua Lugano, non solo alla casa ticinese di Lopagno, ma all'intera congregazione.


Ricordi e testimonianze nel 30° della sua santa morte appaiono nel quaderno 36° Don Giulio Cremaschi "un sacerdote d'oro", a cura di Don Venturelli; e il ricordo di Don Carlo Pensa nel 15° anniversario della sua morte nel quaderno 37°, "Sarà lampada ardente", a cura di Serafino Cavazza. Il quaderno 38°, a cura di Don Sparpaglione, commemora Don Gaetano Piccinini fuoco divampante carità


. Il discorso dell'Arcivescovo Loris F. Capovilla del 7 dicembre 1977 a Milano è proposto nel quaderno 39°, Don Orione "Amico di Dio e Profeta", che inizia col rievocare l'emozione della prima volta che vide, in occasione del giubileo sacerdotale del patriarca Pietro La Fontaine, nella Basilica di San Marco a Venezia, Don Orione, definito profeta di statura biblica, e poi dell'incontro con i suoi religiosi, conosciuti nel seminario patriarcale di Venezia, “modesti e poveri, docili e semplici, eppur così dignitosi e garbati, costanti nello studio, tranquilli nelle disposizioni d'animo”.


Don Domenico Sparpaglione traccia col quaderno 40° un limpido profilo di Frate Ave Maria l'Eremita cieco di S. Alberto ispirato dal prezioso volumetto intitolato “La luminosa notte di un cieco,” edito nel 1964, alla sua morte. Il Servo di Dio Don Gaspare Goggi - Splendore di Santità e di Dottrina è il titolo del quaderno 41° preparato da P. Elio Ferronato con la collaborazione di alcuni novizi sul religioso che ha saputo incarnare di più gli ideali del Fondatore.


Don Sparpaglione presenta Ignazio Silone e “uno strano prete” (n° 42), ripercorrendo la vita e le opere del grande scrittore che sentì sempre su di sé, nei vari terremoti dell'esistenza, la protezione del sacerdote incontrato nei primi anni di vita in occasione del terremoto della Marsica, ipotizzando di essere stato lui stesso con una lettera, che richiedeva un suo scritto per “Giovani Sempre!”, l'ispiratore di quel famoso racconto, che uscì per prima su “L'Europeo”.


Molto belle le riflessioni di Don Attilio Piccardo Salviamo i giovani nel quaderno 43°, e altrettanto le tre conversazioni che seguono di Ex Allievi, che furono i primi due Presidenti nazionali dell'Associazione, il dott. Giuseppe Cebrelli, Con Don Orione negli anni '20 (n° 44), e il prof. Leandro Lisino, La Scuola di Don Orione nei ricordi di un Ex Alunno (n° 45). Anche il quaderno 47° è dovuto a un exallievo, il prof. Renato Gatti, che propone una commovente testimonianza di vita con Don Orione mi ha salvato in tempo di guerra. Un altro laico, questa volta degli Amici di Don Orione, firma il quaderno 49° l'on. Oscar Luigi Scalfaro, che pubblica una sua conferenza intitolata Un Santo pieno d'amore per l'uomo perché pieno di amore di Dio.


Il quaderno 46° pubblica Don Orione e il Seminario di Tortona, lezione tenuta dal Direttore generale Don Terzi nel corso delle manifestazioni del Marzo orionino 1980. A due sacerdoti si devono il quaderno 48° Aspetti della spiritualità sacerdotale del Beato Luigi Orione, studio di Don Giuseppe Laurendi, e il quaderno 50°, Don Orione e la Polonia, conferenza di Don Casimiro Pilatowicz.


Seconda parte: 51-99



Il quaderno 51°, Quando la Provvidenza è fede, canto e rischio, propone la commemorazione del Beato Don Orione tenuta a Fano il 26 aprile 1981 dal vescovo mons. Costanzo Micci nel 50° della presenza degli Orionini all'Istituto Sacro Cuore - Mons. Gentili; il quaderno 52°, Don Luigi Orione beato in cielo e amico nostro in terra sulle strade della vita è il terzo contributo di mons. Nicolino Sarale che appare nei Messaggi.


Come altri quaderni, anche il 53°, Don Luigi Orione profeta tra due epoche di Don Andrea Gemma, e il 54°, Don Orione chino sulle miserie umane visto da un medico del prof. Arturo Mapelli, nascono come conferenze tenute a Tortona nel “Marzo orionino”.


Il 55° presenta Don Orione anima eucaristica in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale a Milano e dell'apertura dell'anno santo straordinario del 1983. Don Flavio Peloso, nel 56°, Don Orione anima mariana, espone le motivazioni di Don Orione circa la devozione popolare mariana. Il 57°, Ex Allievi come Apostoli, propone la relazione del prof. Giovanni Marchi al Convegno Ex Allievi del 10-12 marzo 1984 per il cinquantesimo di fondazione dell'Associazione.


Don Orione maestro e padre spirituale (n° 58) è uno studio di Don Terzi, che esamina due tipi d'insegnamento spirituale, il primo da fondatore e superiore della Piccola Opera e il secondo come direttore e amico di persone diverse, con in appendice come documentazione cinque lettere da lui inviate, due alla contessa Spalletti, due alla marchesa Valdettaro e una alla signora Maria Castiglioni, da lui guidate sulle vie del bene e della vocazione.


Nel quaderno 59 appare La spiritualità del Beato Luigi Orione, una conferenza di Don Divo Barsotti tenuta ai parroci della diocesi di Genova, prima matrice di quello che diverrà il suo ultimo libro Don Orione maestro di vita spirituale (Casale Monferrato, Piemme, 1999); nel 60° si propone Il IV voto di “fedeltà al Papa” dei Figli della Divina Provvidenza (Don Orione), una ricerca storica di Don Antonio Lanza, già presentata in lezioni ai confratelli dell'Istituto Teologico di Tortona e del Noviziato di Velletri, con le doti proprie dell'autore, di chiarezza, passione scientifica e filiale insieme.


A sua volta la Superiora generale Suor Maria Elisa Armendariz pubblica nel quaderno 61° Il IV voto di “Carità” delle Piccole Suore Missionarie della Carità (Don Orione), uno studio già oggetto di lezione all'Istituto Teologico di Tortona, che mette in evidenza la fortunata scoperta di un autografo di Don Orione inviato dall'Argentina il 12 settembre 1935 in cui all'inizio delle Costituzioni il Fondatore precisava che le sue Religiose dovevano tendere alla santificazione mediante l'osservanza, oltre che dei consueti tre voti, anche di quello della Carità.


Croce, speranza del mondo è il titolo del quaderno 62°, uno scritto di Don Orione in un commento appassionato di Don Elio Ferronato che conclude citando e ispirandosi al quaderno 19° a cura di Don Luigi Orlandi, La gioia del bene. Le fonti del pensiero e dell'azione cattolica, molto importanti per l'impostazione della sua vita e della sua opera, vengono presentate in uno studio di Don Flavio Peloso, Don Orione "figlio di Tortona" L'influsso del Vescovo mons. Bandi e dell'ambiente tortonese di fine 800 sul giovane Orione (n° 63)


. Il quaderno n° 64, La Scuola secondo Don Orione, presenta uno studio di Don Dante Mogni a commento di due lettere di Lui, in una sua traduzione di uno scritto in forbito latino ciceroniano che l'allora preside dell'Institutum Philosophicum della Congregazione, sorto a Tortona per volontà del Fondatore, volle premettere al Kalendarium lectionum per l'anno 1941-42, concludendo con l'affermare che “Don Orione volse a trasformare la scuola nella vita”, perché convinto che “Non saremo domani quel che oggi non siamo; giacché‚ il domani comincia dall'oggi, e l'eternità dal tempo”.


I tre quaderni che seguono (65-66-67) riguardano scritti di Don Orione commentati rispettivamente: Don Orione: la Carità fatta persona da Don Andrea Gemma, Respirate la Madonna da Don Antonio Lanza e da Don Gemma, Il lavoro nello spirito di Don Orione da Don Quinto Tonini. Segue il 68° Don Orione apostolo del Catechismo, con pensieri e scritti di Don Orione e un saggio postumo di Don Sparpaglione. Ancora Don Lanza compone il quaderno 69° San Giovanni Bosco e il Beato Luigi Orione, con uno scritto di Don Orione e con uno studio molto importante dati gli stretti rapporti da discepolo a maestro fra i due e la promessa che gli fece Don Bosco: “Noi saremo sempre amici”.


Il quaderno 70° Devozione mariana "il profumo della pietà" - Una rilettura della devozione mariana di Don Orione alla luce della "Marialis cultus" è uno studio di Don Flavio Peloso “così ricco di erudizione, così profumato di devozione”, al dire di Don Gemma, che scrive dei Messaggi di Don Orione: “Essi intendono proseguire nello scandaglio della personalità spirituale del nostro padre Don Orione con l'intento scoperto di ricavarne, vivo e aggiornato, attuale e stimolante, quel "messaggio" che ogni "santo", secondo l'intendimento della Chiesa, deve costituire per chi come tali li onora e li studia”.


Don Gemma pubblica il quaderno 71° "Un Continuatore secondo il mio cuore" commemorazione di Don Carlo Sterpi tenuta a Tortona il 20 novembre 1988. Nel quaderno 72° uno studio del prof. Don Remo Bessero Belti presenta Il Beato Don Luigi Orione ammiratore di Rosmini, mettendo in evidenza la particolare attrazione che lo legò al grande Roveretano. Don Orione: la scelta dei poveri più poveri, con scritti inediti di Don Orione e uno studio di Don Gemma, è il titolo del quaderno 73° e anche di un suo libro omonimo (Roma, Città Nuova). La Famiglia: ambiente privilegiato dello sviluppo armonico e completo dell'uomo (n° 74) è uno studio di Don Nino Zanichelli su un brano di Don Orione. Segue il quaderno 75°, Fare di Cristo il cuore del mondo, un commento di Don Divo Barsotti a una lettera di Don Orione. Il quaderno 76°, Le Costituzioni della Piccola Opera della Divina Provvidenza è uno studio di Don Lanza su una lettera del Fondatore. Nel quaderno 77°, Una spiritualità dalle maniche rimboccate, di Don Flavio Peloso, c'è un crescendo dell'unità di azione e contemplazione che ha guidato Don Orione per tutta la vita e che gli ha permesso di porre le basi della sua multiforme attività, lasciata in eredità ai Figli e alle Figlie delle Congregazioni da lui fondate.


Una lettera di Don Orione e uno studio di Don Lanza su carteggio inedito propongono un rapporto vero, forte, virile e profondamente umano nel quaderno 78°, Don Orione e Padre Semeria -Una lunga e fraterna amicizia, pubblicato in ricordo di Don Masiero che ne era stato l'ispiratore. Lo stesso binomio di amore filiale e di rigore storico di Don Lanza si ritrovano nel messaggio 79°, Don Orione negli anni del modernismo, ricco e documentato studio monografico.


Il messaggio 80°, Don Ferdinando Cavaliere - Un maestro di vita religiosa è un estratto della tesi di Don Luigi Piotto, con presentazione di Don Gino Bressan, che ricorda la sua lunga fraterna comunanza di vita con lui all'insegna degli studi e delle arti, in particolare della musica.


Un quaderno che ha suscitato interesse a cominciare dagli storici fu l'81°, Don Orione, la Questione Romana e la Conciliazione, di Don Antonio Lanza, che prende l'avvio da una lettera di Don Orione a Mussolini del 22 settembre 1926, in cui gli ricordava “quale forza, quali vantaggi ritrarrebbe l'Italia da una Conciliazione!” Il quaderno 82°,Il messaggio di carità nelle opere assistenziali, scritto da una laica, la dott. Claudia Veri, non indugia tanto sulla dimensione sociologica, ma si mostra piuttosto attenta a cogliere il messaggio, l'anima, l'avventura interiore della fede che ha guidato Don Orione.


Don Guanella, Don Orione e la formazione sacerdotale di Don Ignazio Terzi (83°) espone i fraterni rapporti fra i due sacerdoti e ne mette in evidenza la fraternità e l'identità di ideali.


I due quaderni seguenti propongono Gli inizi della missione di Don Orione in Brasile, a cura di Don Valdastico Pattarello, l'84°, e Gli inizi della missione di Don Orione in Argentina a cura di Rodolfo Ferreira Sobral, l’85°.


Don Ignazio Terzi narra nel quaderno 86° la mirabile vicenda di Padre Ricardo Gil Barcelòn primo martire della Congregazione, che diede la vita al grido di “Viva Cristo Re!” durante la guerra civile in Spagna il 3 agosto 1936, insieme col giovane Antonio che volle seguirlo. Don Orione il 4 febbraio 1910 lo aveva incontrato, già sacerdote, accovacciato vicino alla Chiesa Nuova, pellegrino a piedi dalla Spagna a Roma, e alla sua domanda: “Chi siete?” si era sentito rispondere: “Sono un figlio della Divina Provvidenza” e da allora lo aveva preso con sé.


Don Jan Boroviec e Don Flavio Peloso presentano nel quaderno 87° N. 22666: Don Francesco Drzewiecki - l'uomo che edificava nel Lager di Dachau, che narra la vita, il martirio e la morte del primo sacerdote beato della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Il messaggion° 88 presenta Il chierico Giovanni Mussati "il nostro San Luigi", con cenni biografici a cura di Don Francesco Prosia e Don Giovanni Venturelli. Don Antonio Lanza ci dà un altro saggio della sua continua ricerca col quaderno 89° intitolato Una famiglia a lungo desiderata - La fondazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità.


Giovanni Marchi firma il quaderno n° 90: Don Giuseppe De Luca Amico e cantore di Don Orione, sul sacerdote scrittore che legò indissolubilmente il suo nome a quello di Don Orione, avendo scritto pagine indimenticabili su di lui alla sua morte sulla “Nuova Antologia” del 1° agosto 1940. Il testo fu subito inserito dal Venerabile Don Sterpi nella raccolta In Memoria di Don Orione nel primo anniversario della morte, e risultò il migliore scritto in assoluto.


Don Orione e il Cardinale Schuster - Due anime in sintonia evangelica a cura di Don Terzi (n° 91) pone in risalto la capacità da parte dell'arcivescovo di Milano, proclamato Beato il 12 maggio 1996, di capire Don Orione e le ragioni di un Piccolo Cottolengo nella città, nonostante la diversità di formazione e di carattere.


Nel quaderno n° 92, Ai tempi di Don Orione, si riferiscono episodi e ricordi di alcuni sacerdoti che hanno conosciuto il Fondatore, Don Gino Carradori, Don Angelo Mugnai, Don Antonio Ruggeri, Don Antonio Simioni e Don Pietro Stefani. Dalle opere di carità alla carità delle opere è una magistrale lettera del Direttore generale Don Roberto Simionato, offerta in riflessione ad Amici, Benefattori e Laici, dopo averla già proposta ai Confratelli.


Il quaderno n° 93 Don Orione e i Letterati, a cura di Giovanni Marchi, è una raccolta di alcuni scritti, riguardanti Carducci, Don Galbiati, Don Brizio, Don De Luca, Padre Vaccari, Cesare Meano, Gallarati Scotti, Ignazio Silone, già apparsi su pubblicazioni dell'Opera nel corso degli anni e che riprende il titolo dall'articolo introduttivo, che è di Don Sparpaglione.


Nel quaderno 94° Don Flavio Peloso espone il tema Don Orione e l'Ecumenismo partendo dall'“altissimo consiglio” di Leone XIII a tutte le altre iniziative cattolicamente aperte, assunte da lui verso l'Oriente e il mondo protestante, fino all'ecumenismo del dolore e della carità realizzato nei Piccoli Cottolengo.


Il quaderno 95° a cura di Don Nino Zanichelli e Don Erasmo Magarotto, Don Orione formatore di educatori - Orientamenti pedagogici e testimonianze spiega come l'interesse ai giovani fu per lui vocazione esistenziale e storica di primaria importanza, non accontentandosi di dare una linea educativa, ma formando i continuatori del suo carisma. Il quaderno 96°, Don Luigi Orione e Padre Gaetano Catanoso - Breve storia di un'amicizia di Michele Busi, mette a confronto due sacerdoti entrambi fondatori di Congregazioni religiose, impegnati nell'assistenza ai piccoli e ai poveri, e sostenitori delle vocazioni povere. Nel quaderno 97°, Risonanze di amici, a cura di Don Flavio Peloso, sono raccolte pagine d'illustri testimoni di Don Orione, come Ignazio Silone, Padre Ignudi, Bargellini, Padre Vaccari, Gallarati Scotti, Papa Montini, Don De Luca, Padre Gillet, Don Carlo Gnocchi, che ci aiutano a conoscere meglio i caratteri propri del Fondatore.


Il quaderno n° 98 Giosuè Carducci ed Ernesto Buonaiuti conversioni impossibili?: è stato fra i più ripresi e rilanciati dalla stampa, specialmente per il saggio di Don Alessandro Belano che traccia il percorso del grande poeta italiano dalla ribellione alla conversione e spiega come il poeta, iscritto alla massoneria, vi abbia aderito con convinzione e combattivo atteggiamento per tanti anni, anche se gli rimase sempre nel profondo la nostalgia della fede nel Dio della sua infanzia (era stato per qualche tempo allievo degli Scolopi), finché alla fine della vita l'incontro con padre Chanoux, al Piccolo San Bernardo, in occasione delle vacanze a Courmayeur, lo condusse ad accostarsi al sacramento della Confessione. Non meno interesse hanno suscitato le notizie relative ai rapporti di Don Orione con Buonaiuti, standogli vicino in momenti diversi, in maniera insieme delicata ed energica, scrive Don Flavio, non facendo sconti sulla verità, non mettendo tra parentesi la sua fede nella Chiesa, nella sua autorità di Madre e Maestra, nel Papa.


Nell'ultimo quaderno n° 99 “Hanno reso testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa” (3 Gv 1,5), come scrive mons. Andrea Gemma nella prefazione, si presenta una raccolta d'interventi orali e scritti di eminenti pastori della Chiesa su Don Orione, voci autorevoli come quelle del vescovo mons. Aldo Del Monte, del card. Jòszef Glemp, del card. Carlo Maria Martini, dell'arcivescovo Luciano Pedro Mendes de Almeida, del card. Silvano Piovanelli, del card. Eduardo Francisco Pironio, del vescovo Clemente Riva rosminiano, dell'arcivescovo José‚ Saraiva Martins, del card. Dionigi Tettamanzi.


Si conclude così la prima serie dei Messaggi di Don Orione, che risulta ormai indispensabile come biblioteca orionina di base, nella collana costituita dai suoi quaderni di studio e divulgazione della figura, dell'opera e dell'insegnamento del Beato Don Luigi Orione.







Indietro