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Calcolo della Rotta
Procedura di navigazione
Durante la navigazione di una nave stellare della Flotta è di importanza vitale la conoscenza precisa e continuativa della posizione assunta dalla nave stessa nella galassia. Tale rilevamento viene effettuato con estrema precisione dai sistemi geografici della nave, costantemente collegati al database ufficiale della Flotta, il quale contiene una enorme mole di dati relativi alla posizione di ogni oggetto conosciuto nella galassia. Ogni nuovo corpo celeste individuato viene analizzato e catalogato; ne viene studiato il moto e l’eventuale orbita in modo da poter estrapolare una funzione matematica che individui in ogni istante di tempo la posizione di tale oggetto nella galassia: solamente in questo modo si può tenere una traccia sommaria piuttosto precisa della conformazione e del movimento della galassia e di tutti i corpi in essa contenuti.
Relativamente all’orientamento ed alla posizione di navi stellari, il loro posizionamento viene calcolato rispetto ad elementi prefissati, quali la Terra o il centro della Galassia.
Una nave di classe Galaxy è in grado di fornire un rilevamento posizionale estremamente preciso: lo scarto medio è di circa 10km, e raggiunge il centinaio di chilometri nel caso in cui il vascello stia viaggiando ad alta velocità di curvatura. Nelle manovre delicate quali l’attracco o la partenza da una Base Spaziale (manovre eseguite, secondo il protocollo, mediante l’uso dei soli propulsori di manovra), la precisione aumenta fino a raggiungere una tolleranza minima di 2.75 centimetri.
Per quanto concerne i sistemi di navigazione, la rotta può essere fissata con numerose metodologie.
La prima e più semplice consiste nell’indicare la destinazione stessa da raggiungere, sia essa un pianeta, un settore o un corpo celeste qualsiasi conosciuto; il sistema di navigazione della nave contatta il database centrale della Flotta, dal quale ricava le coordinate della destinazione. Nel caso in cui la meta sia un oggetto in movimento, è necessario che esso sia alla portata dei sensori, in modo che il computer possa calcolare la rotta di intercettamento in maniera dinamica a seconda dei movimenti assunti dall’oggetto da raggiungere.
I metodi convenzionali di navigazione fanno uso di un sistema di coordinate a 2 piani, ognuno suddiviso in 360°.
Il primo piano si sviluppa orizzontalmente lungo la nave; dal centro della nave si calcola in seguito l’angolazione da inserire in base a questo piano, al fine di indicare così l’orientamento in linea retta rispetto al profilo della nave e di conseguenza rispetto alla rotta attuale.
Un angolo di 0° implica il mantenimento della direzione corrente. L’aumento di angolazione viene intrapreso in senso orario, da prua a dritta.
Il secondo piano di riferimento, perpendicolare al primo, attraversa verticalmente la nave. Questo piano immaginario serve ad indicare l’angolo di elevazione del muso della nave in relazione alla posizione attuale. In parole più semplici, una rotta “120 mark 20” implica una rotazione di 120° sul primo piano (120° verso destra rispetto alla posizione attuale) ed indica che la nave deve alzare il muso di 20° sempre rispetto all'inclinazione attuale.
Un altro metodo di navigazione utilizzato fa riferimento a Direzioni Galattiche.
Preso il centro della Galassia come punto fisso, viene calcolata la posizione della nave rispetto ad esso; in base alla rotta teorica che condurrebbe il vascello al centro della Galassia viene calcolato lo scostamento verso destra e verso l’alto, esattamente come nel caso della navigazione a coordinate relative alla nave. In parole semplici invece di considerare la variazione di rotta in base a quella attualmente fissata, utilizzando le Direzioni Galattiche il riferimento è alla ipotetica rotta che condurrebbe il vascello al centro della Galassia. In casi particolari di navigazione un metodo del tutto simile viene applicato utilizzando come punto fisso un altro elemento, come il polo nord di un pianeta. Tale metodologia è applicata normalmente nella navigazione in orbita o presso una Base o Stazione Spaziale.
Durante la navigazione la rotta viene continuamente corretta ed alterata dai processori di navigazione, al fine di adattarla alla eventuale presenza di corpi celesti non conosciuti o non considerati in fase di elaborazione della rotta iniziale. Per far ciò il vascello è sempre in contatto con la rete dei ripetitori subspaziali gestita dalla Federazione, al fine di aggiornare la rotta in base a nuovi dati pervenuti nel database centrale durante la navigazione.
Per concludere, il vascello è in costante contatto con l’estesa rete di Boe Temporali.
Fonte : Diego "Frankino" Martin - www.stic.it
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Pictures:
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