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Siluri fotonici
Arma offensiva da lancio
Nei siluri fotonici (il modello più diffuso) la carica esplosiva è composta da un massimo di 1,5 Kg di materia e 1,5 Kg di antimateria.
La materia e l'antimateria sono divise in piccole cellette mantenute da appositi campi magnetici di contenimento. Maggiore è il numero di cellette e più forte sarà la detonazione iniziale del siluro, dal momento che le cellette creano una maggiore superficie di contatto tra i due componenti che reagiscono liberando energia.
Al momento dell'impatto con il bersaglio o qualsiasi superficie rigida o campo di forza sufficientemente potente il siluro disattiva questo campo di contenimento provocando l'annichilazione rapida di quasi l'80% della testata e provocando un'esplosione di circa 25.000 Megajoules.
Lo sviluppo della tecnologia alla base dei siluri fotonici ha richiesto molti anni di ricerca. I primi modelli di siluro fotonico, risalenti al XXIII secolo, avevano una portata limitata a 750.000km ed un rendimento esplosivo limitato, a causa di alcune limitazioni tecnologiche che rendevano difficoltosa la gestione della carica di materia-antimateria presente nel siluro. Grazie all’avanzamento tecnologico le caratteristiche tecniche vennero costantemente aggiornate, fino ad arrivare, nel 2271, all’introduzione di un rivoluzionario nuovo tipo di siluro fotonico, con una capacità detonante decisamente maggiore ed una distanza operativa di 3.500.000km, ulteriormente espandibili sottraendo antimateria alla carica.
I siluri fotonici sono uno dei sistemi offensivi a bordo delle navi della flotta stellare, inoltre il modulo contenitore è lo stesso utilizzato per le sonde.
L’involucro esterno del siluro è composto essenzialmente di duranio gamma-espanso, ricoperto da un sottile strato di terminium legato a plasma.Nel caso dei siluri fotonici il modulo porta una carica di materia/antimateria, che provvede sia alla propulsione che alla detonazione.
Il controllo e la programmazione del siluro viene effettuata dall’ufficiale tattico, sempre in relazione ai dati ed ai valori calcolati dal computer e dai sensori di bordo. Il sistema di puntamento è parzialmente autonomo, per cui non è necessario un puntamento iniziale precisissimo, si occuperà il computer di bordo, utilizzando i dati dei sensori, di correggere rotta e velocità del siluro in relazione all’obiettivo programmato.
All’interno dell’involucro si trovano essenzialmente 3 nuclei principali: il nucleo propulsivo, il nucleo detonante ed il nucleo esplosivo.
I siluri fotonici sono autopropulsi, al momento del lancio vengono caricate per induzione le bobine di curvatura del tubo di lancio, il quale utilizzando il proprio campo di curvatura imprime al siluro la spinta iniziale, mentre per il resto della corsa e per le correzioni di rotta provvede la bobina di curvatura interna al siluro, una bobina di sostegno che ricava energia dalla testata bellica caricata con materia ed antimateria e generano un proprio campo di curvatura, ed è per questo motivo che i siluri fotonici possono essere lanciati quando si viaggia a velocità di curvatura.
La testata bellica consiste in una carica di 1.5 chilogrammi di materia/antimateria suddivisa in più pacchetti, l’utilizzo dei pacchetti consente di aumentare il potere esplosivo del siluro di oltre 3 volte rispetto all’utilizzo di una ugual quantità di antimateria in un unico blocco. Prima del lancio i reagenti sono stipati in diverse aree di contenimento. Approssimativamente un secondo dopo un lancio positivo, la testata viene armata ed i reagenti si avvicinano restando separati solamente da un campo di contenimento, al momento della detonazione rimosso il campo di contenimento ed i due componenti entrano immediatamente in contatto.
La minima distanza di sicurezza del bersaglio e di 15 chilometri, ma al di sotto dei 25 km il computer di bordo provvede ad attivare una routine di navigazione che provvederà ad allontanare automaticamente il vascello ad una distanza tale da non riportare danni strutturali causati dall’esplosione. Il massimo raggio operativo di una testata standard è di 3.5 milioni di chilometri, ulteriormente espandibili sottraendo antimateria alla carica ed utilizzandola, nelle camere di accoppiamento del siluro, come carburante.
Fino a 12 siluri, a seconda del vascello, possono essere lanciati in una unica salva, i quali dopo avere viaggiato per circa 150 metri si separano su rotte diverse.
La tattica di attacco della Flotta Stellare include l'uso simultaneo delle scariche di phaser ed il lancio di siluri.
I phaser colpiscono per primi il bersaglio per diminuire gli schermi difensivi avversari, permettendo così ai siluri di penetrarli ed esplodere all'interno del perimetro degli scudi, ciò di solito consente la totale distruzione del bersaglio.
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Pictures:
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| Lancio siluri |
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| Magazzino siluri |
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Media:
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| Lancio siluri |
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References:
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